Ep. 1 • Massimo Livi Bacci • Prepariamoci a partire per terre e per mari
Migrare è una preziosa prerogativa e capacità umana che ha permesso il popolamento del pianeta, dalle zone equatoriali a quelle artiche. Quando questa prerogativa viene negata, la società ne soffre. Basti pensare agli effetti della schiavitù e del servaggio, alla soppressione della libertà di muoversi imposta da regimi tirannici, di ieri e di oggi. Con le parole di un antico filosofo verranno riassunte le cause delle migrazioni, fondamentalmente le stesse da millenni. Il percorso che verrà compiuto nelle dodici puntate del podcast riguarderanno le migrazioni internazionali, o comunque quelle di lungo raggio, dalle migrazioni decise in piena libertà avendone valutato i costi e i possibili benefici, a quelle forzate per decisioni politiche o per sfuggire alla morte e alle persecuzioni. Mettiamoci, dunque, in viaggio.
Ep. 2 • Massimo Livi Bacci • Le migrazioni nel mondo classico
Una frangia di grecità circondava il mediterraneo”, secondo Cicerone, isolando le popolazioni barbare dell’interno dell’Africa, dell’Asia e dell’Europa. Una frangia che si era formata a partire dall’ottavo secolo prima di Cristo, attraverso l’insediamento di migranti generati dalla piccola Grecia, dalle coste dell’Asia alla penisola iberica. Questo episodio tratta delle migrazioni del mondo classico, greco e romano, delle cause che le determinarono e delle forme che assunsero. Migrazioni organizzate dalle città-stato della Grecia e, successivamente, dalla forza dell’apparato militare di Roma, con l’assegnazione di terre e la formazione di colonie di veterani dell’esercito e con la costituzione dei Limes – frontiere attrezzate e protette dalle legioni – che agirono anche come filtro catalizzatore nei rapporti con le popolazioni barbare. La decadenza di Roma nel quarto secolo determinò un aumento dell’immigrazione di barbari, per integrare la forza dell’esercito, fino all’immigrazione di un intero popolo, i Goti, sospinti dagli Unni oltre il Danubio”.
Ep. 3 • Massimo Livi Bacci • Tre secoli di tratta degli schiavi
Documenti inoppugnabili dimostrano che tra i 10 i 12 milioni di africani siano stati fatti schiavi e trasportati in America, e venduti nei mercati dell’Avana, di Veracruz, di Cartagena de las Indias, di Bahia, di Rio. Una migrazione forzata crudele, impietosa, durata oltre tre secoli, dall’inizio del ‘500 alla seconda metà dell’800, ad opera di trafficanti portoghesi, inglesi, francesi, olandesi e scandinavi. Razziati nei villaggi delle regioni costiere, dal Senegal all’Angola, rinchiusi in depositi in attesa dell’imbarco sulle navi negriere, ammassati nelle stive, venduti nei porti di arrivo, impiegati nelle piantagioni di canna da zucchero, di caffè, di tabacco e di cotone. Le violenze subite, le condizioni di vita e di lavoro spesso disumane, minavano la salute e accorciavano la vita degli schiavi che sostituirono, almeno in parte, le popolazioni autoctone, falcidiate dalle nuove malattie portate dall’Europa. Oggi, il 15 per cento della popolazione dell’America rivendica un’origine africana, discendenti della più violenta, prolungata e numerosa migrazione forzata dello scorso millennio.
Ep. 4 • Massimo Livi Bacci • Le migrazioni forzate nel mondo contemporaneo
Espulsioni, deportazioni, migrazioni forzate dovute a conflitti, guerre, o violente decisioni politiche hanno costellato la storia dell’umanità. In un episodio precedente di “per Terre e per Mari” è stata tratteggiata la triste e lunga storia della tratta degli schiavi dall’Africa all’America. Nell’episodio di oggi “Le migrazioni forzate nel mondo contemporaneo” volgeremo lo sguardo alla situazione attuale e alle decine di milioni di profughi e rifugiati vittime degli sconvolgimenti migratori avvenuti in Europa, dalla prima Guerra Mondiale alla guerra di Ucraina che ha costretto milioni di persone a lasciare il loro paese. Ce ne parla Massimo Livi Bacci e questo è “Per terre e per mari” il nuovo podcast di neodemos.
Ep. 5 • Massimo Livi Bacci • Su e giù per le Ande
Il quinto episodio di “Per terre e per mari”, racconta le vicende migratorie nell’antico Perù, cuore dell’Impero Incaico, e terra poi dolorosamente conquistata dall’Impero Spagnolo. Si trattò di migrazioni organizzate, e in parte forzate, in un territorio difficile, abitato dalle fasce costiere fino agli altipiani andini, a 4mila metri di altezza. Con gli inca si trattò di “trapianti” di intere collettività nelle regioni via via conquistate da un Impero in via di espansione. Sotto gli spagnoli, si impose una redistribuzione della popolazione in nuovi villaggi, per assicurarne il controllo politico, religioso e fiscale. Inoltre fu organizzata una migrazione annuale – chiamata Mita – di decine di migliaia di indios, fatta da uomini con le loro famiglie al seguito, per lo sfruttamento intensivo delle miniere d’argento. Tra le quali, quella famosissima di Potosì, la maggiore produttrice di metallo prezioso, linfa vitale per l’impero spagnolo per quasi tre secoli.
Ep. 6 • Massimo Livi Bacci • Natura matrigna
Ep. 7 • Massimo Livi Bacci • Les filles du Roi
Ep. 8 • Massimo Livi Bacci • Il “Drang nach Osten”, o spinta verso est, e la germanizzazione dell’Europa
Ep. 9 • Massimo Livi Bacci • La Grande Caterina e i coloni tedeschi del Volga
Ep. 10 • Massimo Livi Bacci • Irlanda, la peronospora della grande diaspora
Ep. 11 • Massimo Livi Bacci • Muoversi in libertà
Ep. 12 • Massimo Livi Bacci • La grande migrazione Europa-America
Ep. 13 • Massimo Livi Bacci • L’America e l’onda di avanzamento